La Città a rifiuti zero: Ecco lo stato di fatto e le soluzioni

compostaggio

Secondo i dati ufficiali del “Catasto Rifiuti” dell’ISPRA – Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, nell’anno 2013, il Comune di Trapani ha prodotto complessivamente “Rifiuti Urbani Prodotti”  per 44.748 t., che ripartiti  “Pro Capite” fra i 69.293 abitanti comporta una quantità di rifiuti pari a 645 kg/ab., oppure – se si preferisce – 122 tonnellate di rifiuti complessive al giorno.

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1. LE CRITICITA’: LA QUANTITA’

La quantità complessiva di “Rifiuti Urbani Prodotti” nel 2013, benchè in lieve calo rispetto ai precedenti anni 2011 (-1,4%) e 2012 (-2,8%), risulta assolutamente enorme ed abnorme.

Per comprendere l’assurdità del dato basta fare dei confronti.

Secondo il “Rapporto Rifiuti 2014” dell’ISPRA, la produzione media di rifiuti nell’Europa a 28 Paesi è stata, nel 2012, di 489 chilogrammi per abitanti.

In Italia il dato medio è di 505 Kg./persona nel 2012 e di 487 kg/persona nel 2013. La media siciliana (anno 2013) è di 469 kg/persona.

Appare evidente che il dato di Trapani sia anomalo; siamo circa 150-160 chilogrammi sopra le medie europee, nazionali e regionali.

Dai dati di “Dettaglio” della stessa statistica, anche integrati con altri dati forniti direttamente dal Comune a Legambiente per lo stesso anno, si rileva che una consistente parte dei “Rifiuti Urbani Prodotti”  (4.648 t., secondo dati Comune-Legambiente, 5.053 t., secondo dati ISPRA) si riferiscondo alla raccolta della “posidonia” sulle nostre spiagge.

Volendo, quindi, depurare il dato complessivo da quello della “posidonia” del dato ISPRA, una media di produzione “Pro Capite” di rifiuti urbani pari a 572 kg. a persona.

Non appare erroneo credere che il dato di Trapani risente dei cittadini ericini che scaricano rifiuti nei cassonetti di Trapani. Conseguenza di tale azione è l’aumento del costo di smaltimento dei rifiuti per i contribuenti di Trapani.

L’arcano è presto risolto verificando, sempre sul Sito Internet dell’ISPRA, il dato del Comune di Erice.  Come è facile rilevare dalla Tabella sottostante, Erice produrrebbe rifiuti per appena 420 Kg/abitante! Impossibile per una Città delle sue dimensioni. Superata, in “pollice verde” solo da Comuni ben più piccoli!

dati-prov-ru-2010-13-1024x682A confermare la valutazione in Dato 2012 dell’ATO Terra dei Fenici, che svolgeva il servizio ad Erice e che calcolava 512 Kg:/abitante di “Rifiuti Urbani Prodotti”.

In proposito, ora occorre considerare che, secondo un dato di febbraio 2010, elaborato da ARPA-Sicilia, il “Costo di Conferimento” dei rifiuti alla discarica di contrada Borranea è di 91,87 euro la tonnellata (oltre IVA 10%).

Secondo i dati così raccolti, è presumibile calcolare in 100 Kg/pro capite in più, i rifiuti ericini riversati nei cassonetti di Trapani, Tale azione incide per oltre 300.000 euro annui di maggiori oneri sulle bollette della TA.RI. dei trapanesi ed a favore di quelle degli ericini!

2. LE CRITICITA’: LA DIFFERENZIATA

Ancora i Dati del “Catasto Rifiuti” tenuto dall’ISPRA, ci confortano sulla percentuale di raccolta differenziata raggiunta dal Comune di Trapani: siamo (nel 2013) al 18,50%, in calo rispetto al 2012 quando si era raggiunto pure il 21,61%.

Qui il grafico completo dell’ISPRA:

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Com’è noto, a Trapani la raccolta differenziata è svolta in parte attraverso le “campane” e, per la maggior parte, attraverso l’unica l’isola ecologica della Litoranea Nord (oggi integrata da un Centro Raccolta Mobile per le Frazioni).

Se è vero che, per Legge, si dovrebbe raggiungere una percentuale minima di raccolta differenziata pari al 65%, è pure vero chè, anche qui, risultano opportuni dei confronti.

Partiamo col dato Europeo (2012), che ricaviamo dal “Rapporto ISPRA 2014”:

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La Media Europea a 28 Paesi, riporta un percentuale di “Riciclaggio” dei rifiuti del 27%,  una percentuale di raccolta dell’Umido e destinazione al “Compostaggio” pari al 15%,  e, quindi, la destinazione del residuo in “Incenerimento” (24%) o “Discarica” (34%).

Andiamo al dato Nazionale, sempre fornito dal prodigo Sito internet dell’ISPRA che, in definitiva, è piuttosto nella Media Europea.

Secondo i dati ufficiali dell’ISPRA, nel 2013, la percentuale media nazionale di “raccolta differenziata” dei rifiuti urbani è pari al 42,30% (con punte del 54,43% al Nord, e 28,86% al Sud).

Qui il grafico:

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In definitiva accusare d’incapacità il Comune di Trapani quando la Media Europea (Recupero+Compostaggio) è pari al 42%, e la Raccolta Differenziata in Italia giunge pure al 42% ci appare bizzarro.

In Provincia di Trapani, il dato è variagato. Si va da Buseto Palizzolo (che raggiunge il 55% di “Differenziata”), Alcamo (che giunge sino quasi al 49%) e Valderice (43%) che risultano i Comuni più “virtuosi” sino a scendere a Salemi (2%), Castelvetrano e Mazara del Vallo (5%), Petrosino e Salaparuta (fra il 9 ed il 10%).

Erice, il Comune a noi più limitrofo, si arresta ad una mediana percentuale del 36,12%. Insomma è, nonostante la “raccolta porta a porta“, ad una percentuale appena doppia che quella di Trapani.

Qui il dettaglio di Erice, secondo i soliti Dati ufficiali ISPRA:

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In merito, è utile sapere che “Differenziare costa“.

raccolta-porta-a-porta“Il Sole 24 Ore del 23 novembre 2013, sulla base di uno studio di FederAmbiente spiegava:Nel periodo considerato [2007-2012, NdR] dall’analisi, il prezzo da pagare per raccogliere una tonnellata di rifiuti è cresciuto da 134 euro a 198, con un balzo del 48 per cento. Una quota di questi aumenti è ovviamente legata all’impatto dell’inflazione, per esempio sui carburanti e sulla gestione complessiva dei veicoli di raccolta, e alle dinamiche contrattuali. Almeno la metà dell’incremento complessivo, però, secondo lo studio è dovuto all’espansione della differenziata, e in particolare allo sviluppo della raccolta porta a porta che com’è ovvio impegna una quantità più importante di personale“.

3. LE CRITICITA’: IL COSTO

Attualmente il contratto con la Trapani Servizi Spa, la Partecipata interamente comunale che gestisce il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti urbani, costa circa 10,2 milioni di euro che, attraverso il Tributo della TA.RI. vengono addebitati integralmente sul cittadino.

Secondo i Dati del Sito Internet “Soldi Pubblici” che produce una rialaborazione di quelli SIOPE, quindi della Banca d’Italia,  il costo è leggermente più alto di quello medio nazionale (+5,4%): a Trapani il costo medio del Servizio di “Raccolta e Smaltimento” dei rifiuti urbani è stato pari a 146,62 euro nel 2014, in Italia la media è stata di 138,70 euro.

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Facendo un’accurata ricerca negli archivi del Sito internet Siope, il Servizio è stato pagato 10,3 milioni di euro nel 2008, 9,3 nel 2009,  12,9 nel 2010, 10,6 nel 2011 e, ancora, 7,5 nel 2012. Quindi, con la nuova Amministrazione, 10 milioni di euro netti nel 2012 e, appunto, 10.159.802 nel 2013.

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Sui costi, incidono tutta una serie di voci quali quelli del personale impiegato (circa 150 unità distribuite fra uffici, raccolta rifiuti e attività presso la discarica), spese per liti giudiziarie (spesso col personale stesso), manutenzione mezzi, prelievo e trasporto percolato (1,5 milioni di euro, come da “Bilancio di Previsione 2014”).

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Come si evidenzia dalla seconda tabella, la “Convenzione con la Trapani Servizi per la raccolta e pulizia” della Città, ha un costo, a preventivo 2014, pari a 3.980.000 euro. Oltre tale somma, il Comune versa alla Trapani Servizi l’ulteriore di 3.790.000 a titolo di “Trattamento e conferimento in discarica“, quella di 133.000 euro per la “Gestione dell’Isola Ecologica – CCR” della Litoranea.

Per la “Raccolta Differenziata“, ancora, il Comune ha previsto, per il 2014, una spesa di 548.500 euro. Altre grosse spese sono segnalate per “Pulizia aree pubbliche” (193.000 euro),  e “Ritiro Ingombranti” (430.000 euro).

Una Commissione d’Inchiesta consiliare ha studiato l’attività della “Trapani Servizi” l’Azienda a totale partecipazione comunale che gestisce, con un Contratto di diritto privato, il Servizio.

Un’attento studio del bilancio 2013 della partecipata “Trapani Servizi” è stato compiuto dalla nostra Associazione e presentato il 22 maggio 2015 nel corso di un “Seminario” svoltosi presso la Sala Torre Arsa della Biblioteca Fardelliana [scarica da questo link la relazione Trapani Servizi].

Per chi preferisse, invece, mettere mano direttamente al “Bilancio 2013” integrale, relazioni incluse, della “Trapani Servizi” [scarica da questo link il bilancio Trapani Servizi 2013].

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Prime proposte per affrontare il problema dei rifiuti urbani

Esaminati i problemi connessi al Servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti, avanziamo le nostre proposte operative:

1.1 – SOPPRESSIONE DEI CASSONETTI: E’ evidente che i trapanesi non possono e non devono pagare le tasse degli ericini. Questo avviene con il conferimento dei rifiuti ericini nei cassonetti trapanesi. E’ necessario, quindi:

  • l’immediata abolizione degli attuali cassonetti stradali; quest’azione, da sola, probabilmente comporterebbe la riduzione del 10% dei rifiuti apportati in discarica, e quindi un risparmio di circa 300.000 euro di TA.RI;
  • la realizzazione di micro-isole “ecologiche” di quartiere, o di zona, dove il cittadino possa apportare i rifiuti in cassonetti chiusi, cui accedere con la tessera (o chiave) di riconoscimento personale; il cassonetto chiuso, peraltro, ha indubbi vantaggi di ordine estetico e sanitario;
  • il potenziamento dei servizi di vigilanza sull’abbandono dei rifiuti, sia presso i cassonetti, come d’uso, sia altrove.

A proposito dei cassonetti chiusi a chiave, giova rilevare, solo a titolo di esempio, che tale servizio è attivo nel Comune di Venezia – Terraferma: “A Mestre … I cassonetti per il rifiuto secco sono chiusi da una calotta che si apre solo con una tessera nominativa, o una chiave elettronica, consegnata a ciascun utente. Nel 2014 la percentuale di raccolta differenziata nella Terraferma del Comune di Venezia è arrivata al 64,04%“, si legge sul sito della “Veritas” la Multiutility che si occupa, nel Veneto, del Servizio.

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E’ ovvio che gli incivili esistono ovunque, anche a Mestre, ma “Costoro, irriducibili e appunto incivili, sono al centro di una dura campagna degli ispettori ambientali“, spiegava a “Venezia Today”, il 29 marzo 2014, l’assessore all’ambiente di Venezia Gianfranco Bettin. A Mestre l’abbandono dei rifiuti fuori dalle regole è sanzionato a partire 167 euro! Passato un piccolo periodo di naturale rodaggio, per far apprendere l’abitudine di portate con sè la chiave personale del cassonetto, l’iniziativa può dare, di certo, i suoi frutti.

1.2 – MENO RIFIUTI: E’ inrinviabile, tuttavia, l’avvio di Progetti riduzione produzione pro-capite Rifiuti  con l’obiettivo di un’ulteriore riduzione del 5% della quantità di rifiuti complessivamente prodotta nella nostra Città: in tal senso alcune iniziative pilota potrebbero prevedere;

  • il sostegno ai negozi di prodotti alla spina (ad esempio quelli di detersivi); ciò potrebbe realizzarsi tramite la previsione di sconti sul Tributo TA.RI a tali attività commerciali;
  • la realizzazione di fontane distributrici acqua certificata potabile;
  • la digitalizzazione uffici pubblici,

Ma anche diverse altre più “piccole azioni”, quali:

  • il superamento delle stoviglie usa e getta nelle “mense scolastiche comunali”;
  • l’utilizzo di pannolini lavabili o compostabili negli “asili nido comunali”.

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1.3 – COMPOSTAGGIO: Dopo la “Riduzione”, la seconda “gamba” di una politica di superamento delle discariche e quella della realizzazione, a cominciare dalle Frazioni e dai Quartieri, di piccoli impianti cittadini per la raccolta della frazione organica umida dei RU (che rappresenta il 30% del totale dei rifiuti prodotti) per la trasformazione in compost (che può essere utilizzato come concime) e CDR con materiale non inquinante (combustibile per impianti di recupero energetico).

1.4 – DIFFERENZIATA: L’ultima gamba di un nuovo Progetto di “raccolta e smaltimento” dei “Rifiuti” è, naturalmente, quella raccolta differenziata del rifiuto secco.

Piuttosto che il diseconomico “porta a porta”, tuttavia, il coinvolgendo dei cittadini potrebbe avvenire con la realizzazione di nuove “Mini isole ecologiche di quartiere” (mobili e non).

Occorre, in maniera semplice, partire anche dai Supermercati, veri distributori di “spazzatura” a causa dell’eccessimo imballaggio delle merci vendute. Si pensi, intanto alla “plastica” che esce dai Supermercati e che, in qualche maniera potrebbe rientrare con apposite macchine raccogli e trita bottiglie ivi allocati (con previsione o meno di simboliche forme di contributo, anche tramite “buoni sconto“, a favore dei cittadini-conferitori).